Olio di silicone dopo la vitrectomia: quando serve e quando si toglie

Dopo una vitrectomia, a volte, dentro l’occhio non lascio una bolla di gas ma olio di silicone. E la prima domanda che mi fanno è sempre la stessa: “Dottore, resta lì per sempre?”

No. Sono il Dott. Alberto Bellone, chirurgo vitreoretinico e Medico Referente dell’Unità Funzionale di Oculistica della Casa di Cura Sedes Sapientiae di Torino. In questo articolo, e nel breve video qui sotto, spiego perché a volte scelgo l’olio, cosa cambia nella vita di tutti i giorni e come e quando lo rimuovo.

A cosa serve l’olio di silicone nell’occhio

Al termine di una vitrectomia, a seconda della patologia, riempio l’occhio con una sostanza che tiene la retina in posizione dall’interno mentre cicatrizza. Si chiama mezzo tamponante. Le due possibilità principali sono il gas e l’olio di silicone, e hanno lo stesso compito. Quello che cambia è quanto dura il sostegno.

  • La bolla di gas si riassorbe da sola, in un periodo che va da alcune settimane a circa due mesi a seconda del gas utilizzato.
  • L’olio di silicone non si riassorbe: resta nell’occhio finché non lo rimuovo io, con un secondo intervento.

Quando scelgo l’olio di silicone invece del gas

Proprio perché resta, scelgo l’olio quando la retina ha bisogno di un sostegno più lungo. Succede soprattutto in questi casi:

  • distacchi di retina complessi, o che si sono ripresentati dopo un primo intervento;
  • retine che tendono a formare cicatrici e a ritirarsi (la proliferazione vitreoretinica);
  • lacerazioni retiniche molto estese;
  • pazienti che non possono mantenere a lungo una posizione della testa, o che devono viaggiare nelle settimane successive.

Avere l’olio nell’occhio non significa che l’intervento sia andato male. Significa che la retina ha bisogno di più tempo per guarire.

Gas e olio di silicone a confronto

Bolla di gas Olio di silicone
Si riassorbe da solo Sì, in alcune settimane No, va rimosso con un secondo intervento
Aereo e montagna Vietati finché c’è la bolla Possibili, dopo il via libera al controllo
Vista Molto ridotta, migliora man mano che la bolla si riassorbe Diversa dal solito, spesso più sfocata, finché l’olio resta
Quando lo scelgo Nella maggior parte delle vitrectomie che richiedono un tamponante Quando la retina ha bisogno di un sostegno più lungo

Si può prendere l’aereo con l’olio di silicone?

Con una bolla di gas nell’occhio non si può prendere l’aereo né salire in alta montagna: con l’altitudine la bolla si espande e può far salire in modo pericoloso la pressione dentro l’occhio. Con l’olio di silicone questo problema non c’è, perché l’olio non si espande. Il via libera a viaggiare lo do comunque al controllo. Ne parlo più nel dettaglio nell’articolo su come viaggiare in aereo dopo la vitrectomia.

Come si vede con l’olio di silicone

Si vede, ma in modo diverso dal solito, spesso più sfocato. L’olio ha proprietà ottiche diverse da quelle del vitreo e modifica il passaggio della luce nell’occhio: per questo gli occhiali di prima spesso non bastano. È un effetto atteso e dura finché l’olio resta nell’occhio. Anche la guida va valutata in questa fase: ne parlo in quando tornare a guidare, lavorare e fare sport dopo la vitrectomia.

Perché i controlli restano fondamentali

Finché c’è l’olio, i controlli servono a verificare che la retina resti in posizione e a intercettare per tempo gli effetti che l’olio può avere sull’occhio:

  • aumento della pressione oculare, che si controlla a ogni visita e, se serve, si tratta con colliri;
  • cataratta, cioè l’opacizzazione del cristallino, che l’olio può favorire;
  • emulsione dell’olio: col passare del tempo l’olio può dividersi in piccole goccioline, ed è uno dei motivi per cui non va lasciato più del necessario.

Le altre possibili complicanze della vitrectomia, con i segnali che richiedono un controllo anticipato, sono descritte nell’articolo sulle complicazioni della vitrectomia.

Quando si toglie l’olio di silicone

In genere rimuovo l’olio dopo alcuni mesi. Non esiste però una data uguale per tutti: il momento lo decido insieme al paziente ai controlli, in base a come si è stabilizzata la retina. Toglierlo troppo presto non conviene, perché la retina potrebbe non essere ancora pronta. Lasciarlo più del necessario nemmeno, per gli effetti descritti sopra. In casi selezionati l’olio può restare più a lungo, e anche questo si valuta caso per caso.

Come avviene la rimozione dell’olio di silicone

La rimozione è un secondo intervento, di solito più breve del primo. In genere si esegue in anestesia locale e in day hospital. Attraverso piccole incisioni aspiro l’olio dall’interno dell’occhio e lo sostituisco con una soluzione salina.

Dopo la rimozione, nella maggior parte dei casi non serve mantenere posizioni particolari della testa. Nelle settimane successive seguono colliri e visite di controllo.

Come cambia la vista dopo la rimozione

Tolto l’olio, la vista in genere cambia rispetto alla fase con l’olio dentro, e gli occhiali vanno rivalutati una volta che l’occhio si è stabilizzato. Il risultato finale però non dipende dalla rimozione in sé: dipende dalla patologia di partenza e da come ha recuperato la retina, in particolare la macula. Per questo i controlli continuano anche dopo il secondo intervento. Per il quadro completo delle settimane dopo l’operazione puoi leggere la guida al recupero post operatorio dopo la vitrectomia e, se l’olio è stato usato per un distacco, la guida al distacco di retina.

In sintesi

L’olio di silicone è uno strumento in più, che scelgo quando la retina ha bisogno di un sostegno più lungo. Non si riassorbe, permette di viaggiare in aereo, cambia temporaneamente il modo in cui si vede e va rimosso con un secondo intervento, nel momento giusto per quella retina. Le indicazioni di questo articolo sono generali: tempi e scelte si decidono sempre in visita.

Se hai l’olio di silicone nell’occhio e vuoi sapere a che punto è il tuo percorso, puoi prenotare una visita di controllo a Torino o a Ivrea: trovi sedi e recapiti nella pagina dove ricevo.

Dott. Alberto Bellone, chirurgo vitreoretinico
Medico Referente dell’Unità Funzionale di Oculistica della Casa di Cura Sedes Sapientiae di Torino