Dopo una vitrectomia il recupero richiede in genere da alcune settimane a qualche mese: i primi giorni servono a far guarire l’occhio, le settimane successive a far riassorbire l’eventuale gas e a stabilizzare la vista, e nelle patologie della macula il miglioramento può continuare per diversi mesi. I tempi precisi dipendono dalla malattia trattata, dal tipo di intervento e da come risponde il singolo occhio.
Sono il Dott. Alberto Bellone, chirurgo vitreoretinico e Medico Referente dell’Unità Funzionale di Oculistica della Casa di Cura Sedes Sapientiae di Torino. In questa guida raccolgo le domande che i pazienti mi fanno più spesso sulla convalescenza dopo la vitrectomia, nell’ordine in cui di solito arrivano.
Quanto dura la convalescenza dopo la vitrectomia?
Come indicazione generale:
- Primi giorni: l’occhio è arrossato, un po’ gonfio e la vista è annebbiata. È la fase in cui conta di più seguire la terapia e le indicazioni sulla posizione.
- Prime settimane: rossore e fastidio si riducono. Se nell’occhio c’è una bolla di gas, la vista resta molto ridotta finché il gas non si riassorbe.
- Mesi successivi: la vista si stabilizza. Nel pucker maculare e nel foro maculare il recupero può proseguire lentamente anche per molti mesi.
L’intervento si esegue di solito in anestesia locale con sedazione e, nella maggior parte dei casi, senza ricovero o con una sola notte in struttura. Il giorno dopo c’è il primo controllo.
Cosa succede nei primi giorni dopo l’intervento?
Al termine dell’intervento l’occhio viene bendato fino al controllo del giorno successivo. Dopo la rimozione della benda è normale notare:
- occhio rosso, a volte con piccole emorragie sotto la congiuntiva, che si riassorbono da sole;
- sensazione di corpo estraneo o lieve dolore, di solito controllato con un comune antidolorifico;
- palpebre un po’ gonfie;
- vista annebbiata, che può restare tale anche per alcune settimane, soprattutto se è stato usato il gas.
In questa fase consegno lo schema dei colliri (in genere un antibiotico e un antinfiammatorio, per alcune settimane) e una conchiglia protettiva da usare di notte, per non toccare l’occhio durante il sonno.
Gas, olio di silicone o soluzione salina: perché i tempi cambiano?
Al termine della vitrectomia l’occhio può essere riempito con una sostanza che tiene la retina in posizione mentre cicatrizza, il cosiddetto mezzo tamponante. È il fattore che più di tutti cambia il calendario della convalescenza.
- Gas: forma una bolla che riduce molto la vista. Con il passare dei giorni si vede una linea che scende nel campo visivo: è il gas che si riassorbe, in un periodo che va da alcune settimane a circa due mesi a seconda del gas usato.
- Olio di silicone: non si riassorbe. La vista resta alterata finché l’olio non viene rimosso con un secondo intervento, programmato di solito dopo alcuni mesi.
- Soluzione salina: in diversi interventi, per esempio in molti casi di pucker maculare, non serve un tamponante a lunga durata e il recupero delle attività quotidiane è più rapido.
Serve stare a testa in giù?
Solo in alcuni interventi con gas, per esempio nel foro maculare o in alcuni casi di distacco di retina. In quei casi indico per quanti giorni mantenere la posizione a viso in giù o un’altra posizione della testa, e per quante ore al giorno. Serve a far appoggiare la bolla di gas nel punto giusto della retina: rispettarla fa parte della terapia, come i colliri.
Quando si torna a vedere bene dopo la vitrectomia?
È la domanda più frequente, e la risposta dipende dalla patologia di partenza:
- nell’emorragia del vitreo la vista migliora spesso già nei primi giorni, se la retina sottostante è sana;
- nel pucker maculare le linee storte si riducono gradualmente nel corso di mesi;
- nel foro maculare e nel distacco di retina il recupero dipende anche da quanto la macula era coinvolta prima dell’intervento.
Nelle prime settimane è normale vedere in modo distorto, con zone più scure o con piccoli punti in movimento. Se queste sensazioni cambiano rapidamente o peggiorano, va anticipato il controllo. Per un quadro più completo sui risultati che ci si può attendere trovi la pagina sulle aspettative realistiche dopo la vitrectomia e quella sulla qualità visiva dopo l’intervento.
Quanti giorni di riposo servono?
Riposo non significa stare a letto. Nei primi giorni consiglio di restare a casa, evitare sforzi e seguire la posizione indicata. Le attività sedentarie e l’uso del computer si possono in genere riprendere dopo pochi giorni, con pause frequenti. Guida, lavori pesanti e sport hanno tempi più lunghi, che spiego nell’articolo su quando tornare a guidare, lavorare e fare sport dopo la vitrectomia.
Cosa non fare dopo la vitrectomia?
- Non strofinare né premere l’occhio, e usare la conchiglia di notte per il periodo indicato.
- Non sollevare pesi e non fare sforzi intensi nelle prime settimane.
- Non andare in piscina o al mare e non usare trucco sugli occhi finché le piccole incisioni non sono ben chiuse.
- Evitare ambienti con molta polvere o fumo.
- Con una bolla di gas nell’occhio, non viaggiare in aereo e non salire in quota: ne parlo nell’articolo su come viaggiare in aereo dopo la vitrectomia. Se devi sottoporti a un’anestesia per un altro motivo, avvisa l’anestesista che hai del gas nell’occhio.
- Non sospendere i colliri prima del tempo, anche se l’occhio sembra già a posto.
Quando si possono cambiare gli occhiali?
Nelle prime settimane la gradazione dell’occhio operato può cambiare. Per questo prescrivo i nuovi occhiali solo quando la vista si è stabilizzata e l’eventuale gas si è riassorbito, di solito dopo alcune settimane o qualche mese. Nel frattempo si possono usare gli occhiali di prima, se aiutano. In alcuni pazienti, nei mesi o negli anni successivi alla vitrectomia, si sviluppa una cataratta: quando succede, la gradazione cambia di nuovo e si valuta l’intervento.
Quali controlli sono previsti?
Di norma il primo controllo è il giorno dopo l’intervento, poi dopo circa una settimana e nelle settimane successive, con un esame del fondo oculare e un OCT, che mostra in dettaglio lo stato della macula. La frequenza esatta dipende dalla patologia e dal decorso.
Quando chiamare subito l’oculista?
Alcuni segnali non vanno aspettati fino al controllo programmato:
- dolore forte che non passa con l’antidolorifico, soprattutto se accompagnato da mal di testa o nausea;
- calo improvviso della vista;
- rossore che aumenta invece di diminuire, o secrezioni dall’occhio;
- comparsa di un’ombra o di una tenda nel campo visivo, o di nuovi lampi di luce.
Sono situazioni poco frequenti, ma riconoscerle presto fa la differenza. Le possibili complicanze sono spiegate nella pagina sulle complicazioni intra e post-operatorie della vitrectomia.
In sintesi
La convalescenza dopo la vitrectomia è un percorso a tappe: pochi giorni per la fase iniziale, alcune settimane per il riassorbimento dell’eventuale gas, e fino a diversi mesi per il recupero completo della vista nelle patologie della macula. Le indicazioni di questa guida sono generali: i tempi del tuo occhio li definiamo insieme ai controlli.
Se hai in programma una vitrectomia o sei stato operato e vuoi un controllo, a Torino e a Ivrea: trovi sedi e recapiti nella pagina dove ricevo.
Dott. Alberto Bellone, chirurgo vitreoretinico
Medico Referente dell’Unità Funzionale di Oculistica della Casa di Cura Sedes Sapientiae di Torino
