Le miodesopsie, chiamate comunemente “mosche volanti”, sono piccoli punti neri, filamenti o ragnatele che si muovono nel campo visivo seguendo i movimenti dell’occhio. Nella maggior parte dei casi sono innocue e legate all’invecchiamento del corpo vitreo, ma quando compaiono all’improvviso, aumentano di colpo o si accompagnano a lampi di luce vanno controllate subito, perché possono essere il segnale di una rottura della retina.
Sono il Dott. Alberto Bellone, chirurgo vitreoretinico e Medico Referente dell’Unità Funzionale di Oculistica della Casa di Cura Sedes Sapientiae di Torino. Le miodesopsie sono uno dei motivi più frequenti di visita nel mio ambulatorio: qui spiego cosa sono, quando preoccuparsi e quali sono le possibilità di trattamento.
Perché vedo puntini neri che si muovono?
All’interno dell’occhio c’è il corpo vitreo, un gel trasparente che riempie lo spazio tra il cristallino e la retina. Con gli anni il vitreo tende a liquefarsi e le sue fibre di collagene si addensano in piccoli aggregati. Questi aggregati proiettano un’ombra sulla retina: è quello che percepiamo come punti, filamenti o ragnatele che sembrano “scappare” quando proviamo a fissarli.
Si notano soprattutto guardando una superficie chiara e uniforme, come il cielo, una parete bianca o lo schermo del computer.
Chi è più a rischio?
- le persone sopra i 50-60 anni, per il normale invecchiamento del vitreo;
- i miopi, anche giovani, perché nell’occhio miope il vitreo si modifica prima;
- chi ha già avuto un intervento di cataratta o altri interventi oculari;
- chi ha avuto traumi all’occhio o infiammazioni interne (uveiti).
Quando le mosche volanti sono un segnale di allarme?
Va fatta una visita oculistica urgente, nello stesso giorno o in quello successivo, se si nota:
- la comparsa improvvisa di molte mosche volanti, o di una “nuvola” o “pioggia” di puntini;
- lampi di luce (fotopsie), soprattutto ai lati del campo visivo e al buio;
- un’ombra o una tenda scura che copre una parte della visione.
Questi sintomi possono indicare un distacco posteriore del vitreo che ha tirato la retina fino a romperla. Una rottura trattata in tempo con il laser si chiude di solito in ambulatorio; se viene trascurata può evolvere in un distacco di retina, che richiede un intervento chirurgico. Per questo, alla prima comparsa delle miodesopsie, è sempre indicata una visita con esame del fondo oculare a pupilla dilatata.
Le miodesopsie spariscono da sole?
Raramente scompaiono del tutto, ma in genere diventano molto meno fastidiose nell’arco di alcuni mesi. Succede per due motivi: gli addensamenti tendono a spostarsi verso il basso, fuori dall’asse visivo, e il cervello impara a ignorarli, un processo che si chiama neuroadattamento. Nella maggior parte dei pazienti non serve alcun trattamento.
Esistono rimedi, colliri o integratori?
Ad oggi non ci sono colliri, farmaci o integratori che abbiano dimostrato di eliminare le miodesopsie. Bere a sufficienza e seguire un’alimentazione equilibrata fa bene alla salute in generale, ma non fa sparire le mosche volanti. Nei giorni di maggiore fastidio possono aiutare occhiali da sole e una luce meno intensa sullo schermo.
Quando si valuta la vitrectomia per le miodesopsie?
La vitrectomia asporta il corpo vitreo insieme agli addensamenti, quindi elimina fisicamente le opacità dall’occhio. È però un intervento chirurgico, con i suoi rischi, e per questo la propongo solo in casi selezionati: quando le miodesopsie sono dense, persistono da molti mesi e limitano davvero la vita quotidiana, per esempio la lettura o la guida, e dopo aver escluso altre cause.
Prima di decidere valuto con il paziente l’intensità del disturbo, lo stato della retina e del cristallino e i rischi dell’intervento, tra cui la possibilità che si sviluppi una cataratta nei mesi successivi. Le possibili complicanze sono descritte nella pagina sulle complicazioni intra e post-operatorie della vitrectomia, mentre il decorso dopo l’intervento è spiegato nella guida al recupero post operatorio.
In alcuni casi, con addensamenti singoli e ben visibili, si può discutere anche la vitreolisi con laser YAG, che frammenta l’opacità senza aprire l’occhio. Non è indicata per tutti i tipi di miodesopsie e la scelta va fatta dopo una valutazione accurata.
Mosche volanti e distacco del vitreo: che differenza c’è?
Il distacco posteriore del vitreo è il momento in cui il vitreo si separa dalla retina: è un processo naturale, molto frequente dopo i 50 anni, e spesso è proprio la causa della comparsa improvvisa delle miodesopsie. Nella maggior parte dei casi non provoca danni, ma è la fase in cui il rischio di rottura della retina è più alto. Ne parlo nella pagina sul distacco del vitreo.
Visita per miodesopsie a Torino e Ivrea
La visita comprende la misura della vista, l’esame del fondo oculare a pupilla dilatata e, quando serve, l’OCT o l’ecografia oculare. Serve a escludere rotture della retina e a capire se le miodesopsie richiedono solo controlli nel tempo o una valutazione chirurgica.
Ricevo a Torino e a Ivrea: trovi sedi e recapiti nella pagina dove ricevo.
Domande frequenti
Le miodesopsie possono portare alla cecità?
No, le miodesopsie in sé non danneggiano la vista. Il rischio riguarda le rare rotture della retina che possono comparire insieme a loro, ed è per questo che i sintomi di allarme vanno controllati subito.
Lo stress o l’ansia possono causare le mosche volanti?
Non le causano, ma quando si è stanchi o in ansia si tende a notarle di più.
Ogni quanto vanno controllate?
Alla prima comparsa serve una visita. Se il quadro è stabile, i controlli successivi si programmano in base all’età, alla miopia e allo stato della retina, e va anticipata una visita ogni volta che compaiono nuovi sintomi.
Dott. Alberto Bellone, chirurgo vitreoretinico
Medico Referente dell’Unità Funzionale di Oculistica della Casa di Cura Sedes Sapientiae di Torino
