Vitrectomia: quali sono le complicazioni intra e post-operatorie?

La vitrectomia è oggi un intervento consolidato e, nella grande maggioranza dei casi, si svolge senza problemi. Come ogni intervento chirurgico può però avere complicanze, durante l’operazione o nei giorni e mesi successivi. Le più frequenti sono la cataratta e l’aumento temporaneo della pressione dell’occhio; le più serie, come l’infezione o il distacco di retina, sono rare ma vanno riconosciute subito.

Sono il Dott. Alberto Bellone, chirurgo vitreoretinico e Medico Referente dell’Unità Funzionale di Oculistica della Casa di Cura Sedes Sapientiae di Torino. Prima di ogni intervento spiego al paziente questi rischi uno per uno: conoscerli aiuta a decidere con serenità e a riconoscere per tempo i segnali che richiedono un controllo.

La vitrectomia è pericolosa?

La vitrectomia si esegue in sala operatoria, di solito in anestesia locale con sedazione, attraverso tre piccole incisioni che con le tecniche attuali (calibro 25G e 27G) sono spesso autosigillanti. La durata varia da circa mezz’ora a oltre un’ora, secondo la complessità del caso. Il rischio non è uguale per tutti: dipende soprattutto dalla patologia di partenza (un’emorragia del vitreo in un occhio diabetico è diversa da un pucker maculare), dalle condizioni della retina e dalle altre malattie dell’occhio e generali. Per questo il rischio va discusso caso per caso, in visita.

Quali complicazioni possono verificarsi durante l’intervento?

Sanguinamento

Durante la manipolazione dei tessuti può verificarsi un piccolo sanguinamento, di solito controllato subito. È più frequente nei pazienti diabetici o con malattie vascolari della retina.

Rotture della retina

La rimozione del vitreo può esercitare una trazione sulla retina e provocare piccole rotture, soprattutto alla periferia. Quando vengono individuate durante l’intervento si trattano subito con il laser e, se serve, con un tamponamento con gas o olio di silicone.

Contatto con il cristallino

Negli occhi non ancora operati di cataratta, gli strumenti lavorano molto vicino al cristallino. Un contatto accidentale è raro, ma può accelerare la comparsa della cataratta.

Variazioni della pressione dell’occhio

Durante l’intervento la pressione dell’occhio viene mantenuta costante da un’infusione di liquido. Variazioni temporanee vengono corrette nel corso della procedura.

Quali complicazioni possono comparire dopo l’intervento?

Cataratta

È la conseguenza più frequente nei pazienti che hanno ancora il cristallino naturale, in particolare dopo i 50 anni: dopo una vitrectomia la cataratta tende a svilupparsi nei mesi o negli anni successivi. Quando riduce la vista si opera con un intervento di cataratta, in molti casi senza particolari difficoltà. In alcuni pazienti valuto invece un intervento combinato, cataratta e vitrectomia nella stessa seduta.

Aumento della pressione oculare

Nei primi giorni la pressione dell’occhio può salire, per l’infiammazione o per la presenza di gas o olio di silicone. Si controlla a ogni visita e, quando serve, si tratta con colliri o compresse. Se compaiono dolore forte, mal di testa o nausea, va anticipato il controllo.

Infezione (endoftalmite)

È rara, ma è la complicanza più seria. Si manifesta in genere nei primi giorni con dolore crescente, rossore e calo della vista, e richiede un trattamento urgente con antibiotici iniettati nell’occhio. Le precauzioni in sala operatoria e i colliri antibiotici dopo l’intervento servono proprio a prevenirla.

Distacco di retina

Può comparire anche settimane o mesi dopo l’intervento, più spesso negli occhi con retina già fragile. Il sintomo tipico è un’ombra o una tenda che avanza nel campo visivo, a volte preceduta da lampi e nuove mosche volanti. Richiede un nuovo intervento, di solito con buone possibilità di riattaccare la retina se trattato in tempo.

Ritorno della malattia

In alcune patologie, come il pucker maculare o il foro maculare, la malattia può ripresentarsi o il foro può non chiudersi al primo intervento. In questi casi si valuta un secondo intervento.

Visione distorta o instabile

Nelle prime settimane è comune vedere in modo distorto o fluttuante, soprattutto dopo un intervento sulla macula o con una bolla di gas. Di solito migliora progressivamente; quello che conta è che non peggiori.

Cosa succede se la vitrectomia non riesce?

Dire che un intervento “non è riuscito” può significare cose diverse: una retina che si stacca di nuovo, un foro maculare che non si chiude, una vista che migliora meno del previsto. Molti di questi casi si possono trattare con un secondo intervento. Il recupero visivo, però, dipende anche da quanto la malattia aveva già danneggiato la retina prima dell’operazione: per questo, quando la macula è coinvolta, i tempi della diagnosi contano. Ne parlo nella pagina sulle aspettative realistiche dopo la vitrectomia.

Come si riduce il rischio di complicanze?

  • una visita preoperatoria completa, con OCT ed esame del fondo oculare, per conoscere bene l’occhio prima dell’intervento;
  • il controllo delle altre malattie, in particolare diabete e pressione arteriosa;
  • l’uso corretto dei colliri e il rispetto della posizione indicata, quando c’è il gas;
  • i controlli nei tempi stabiliti, anche quando l’occhio sembra stare bene.

Le indicazioni pratiche per le settimane dopo l’intervento sono raccolte nella guida al recupero post operatorio dopo la vitrectomia.

Quali domande fare al chirurgo prima dell’intervento?

  • Perché la vitrectomia è indicata nel mio caso, e cosa succede se aspetto?
  • Userà gas, olio di silicone o nessun tamponante? Dovrò mantenere una posizione particolare?
  • Quanto è probabile che dopo l’intervento si sviluppi una cataratta?
  • Quali sintomi devo considerare un’urgenza, e chi chiamo in quel caso?
  • Quando e quanto potrò tornare a vedere, in un caso come il mio?

Sono domande a cui ogni paziente ha diritto di avere una risposta chiara prima di firmare il consenso informato.

Quando contattare subito l’oculista?

  • dolore intenso che non passa con l’antidolorifico, con o senza nausea;
  • calo improvviso della vista;
  • rossore o secrezioni che aumentano;
  • un’ombra o una tenda nel campo visivo, o nuovi lampi di luce.

Se devi affrontare una vitrectomia e vuoi discutere i rischi nel tuo caso, ricevo a Torino e a Ivrea: trovi sedi e recapiti nella pagina dove ricevo.

Dott. Alberto Bellone, chirurgo vitreoretinico
Medico Referente dell’Unità Funzionale di Oculistica della Casa di Cura Sedes Sapientiae di Torino